LA MUSICA: DA ESPERIENZA UNIVERSALE A STRUMENTO TERAPEUTICO

Non c’è solo un valore estetico nel fare musica: dalla sua bellezza intrinseca, in grado di comunicare universalmente, scaturisce un intenso valore etico. La musica è necessaria alla vita, può cambiarla, migliorarla e in alcuni casi può addirittura salvarla. Claudio Abbado

La musica accompagna l’esistenza umana in quanto esperienza universale, comune a tutte le culture.

Concorre a determinare il carattere, la continuità e lo sviluppo della cultura di cui fa parte ed è in grado di unirsi a qualsiasi attività, occasione, rapporto, istituzione, gruppo.

La musica condivide parte delle regole della comunicazione che è propria dell’essere umano ed è uno dei veicoli di emozioni, affetti, messaggi più o meno diretti. Chi di noi non si è mai lasciato coinvolgere da una musica che evochi significati e ricordi.

Come spiegherò più avanti, la musica ha un importante effetto di psico-stimolazione e mnesico , ma non solo. Infatti da sempre, l’intelligenza peculiare della razza umana, si estrinseca parimenti nella capacità di modificare l’ambiente e nella capacità di sviluppare il “piacere “ dei sensi, vista e udito, normalmente dedicati a captare le” minacce” provenienti dall’ambiente. Ecco versimilmente perché la musica produce piacere e rilassa, come è stato sperimentato da ciascuno di noi, tant’è che molti la utilizzano (in casa, in auto) per ritrovare o mantenere tranquillità e recuperare una dimensione meno convulsa della vita.

E gli “illustri “? Del Bolero si racconta che sia stato composto quando Ravel era ormai in fase di avanzata demenza e fu segno di demenza quella ripetizione ossessiva in aumento, come un mantra, che poi sarà il suo punto di più alta fascinazione. Quando si legge che Nietzsche, anche lui divorato dalla demenza, improvvisava al pianoforte e piangeva ascoltando musica, ci si chiede quali corde profonde vada a toccare la musica. Ma forse ora cominciamo a capire.

Ed eccoci qui

Ringrazio il Prof. Davide per avermi ammesso in questa ristretta cerchia di autori. Ho immortalato questo momento, ricordando quando, in piena chiusura da quarantena, tutti insieme attraversavamo il ponte sullo Stretto di Messina.

Incoscienti che corrono sul ponte dello stretto di Messina - Bufala
ponte sullo stretto, incoscienti, bufala

E soprattutto ci sono stati tanti che ci hanno creduto.